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Birra e stregoneria

Birra e streghe

CENNI STORICI

Secondo il Dottor Pfaunder, in Italia e in Francia si ode parlar poco o nulla di streghe, perché questi popoli sono abituati a bere vino.
L’autore ottocentesco continua dicendo che, nei paesi settentrionali come la Germania, dove si consuma molta birra si ode discorrere molto di più di streghe.

Certamente, il Dottor Pfaunder non aveva letto i documenti archiviati dalla Santa Inquisizione. Invece il noto storico Carlo Ginzburg ha trovato molte testimonianze sulle streghe in Italia e le ha raccolte nel libro ‘I Benandanti’.
Anche in Italia abbiamo una lunga tradizione di apparizioni diaboliche. Secondo i racconti di coloro che finirono al rogo, le streghe si trasformavano in animali di notte per incontrare il demonio e, tornando a casa, orinavano nelle botti di vino. Probabilmente, al nord le streghe pisciavano dentro ai barili di birra.

BIRRA E STREGONERIA

Ma il primo legame tra birra e stregoneria, prima ancora della burrobirra de I tre manici di scopa di Harry Potter, si registra nell’Inghilterra dell’Alto Medioevo: le prostitute e le zitelle si mantenevano producendo birra e vendendola nelle taverne. Ovviamente, manco a dirlo, la Chiesa si ribellò alla loro indipendenza e le mandò al rogo, tranne quelle che si ravvidero e si sposarono, pur continuando a svolgere lo stesso mestiere.

Non sappiamo se tali presunte streghe tramandassero ricette magiche o incantesimi.
Ciò che sappiamo per certo è che fin dal 1487 Papa Innocenzo VIII autorizzò i processi contro donne in odore di stregoneria che, tra le varie maledizioni, potevano corrompere la birra, mandando in rovina un birraio.

INCANTESIMI E SORTILEGI

Se la storia tra birra e stregoneria vi sembra un po’ scarna, è perché probabilmente molte ricerche sono andate distrutte o perdute. Ci sono pervenuti, però, due incantesimi che vogliamo condividere con i nostri acquirenti e i nostri lettori.

Il primo lo trovate a pagina 301 de La Valigia, una raccolta di viaggi e notizie geografiche, datato 1881 (Ferdinando Garbini Editore): In Abissinia, la vecchia Etiopia per intenderci, allorquando qualcuno crede di essere attaccato da uno stregone malvagio, chiama un mago buono il quale mescola cenere e birra, nascondendo l’intruglio.
Se il detentore del malocchio trova quella melma e la ingolla, allora guarisce. Oggi la cenere non dovete procurarvela al vecchio forno, unico del paesello. Basta essere fumatori.
Ovviamente questo rimedio non è consigliato. Noi riportiamo semplicemente un rimedio antico.

Il secondo incantesimo si trova a pagina 34 di Letture di famiglia del 1861: A Trieste se un uomo veniva ammaliato da una strega, aveva un unico modo per far svanire il sortilegio. Doveva indossare nuove scarpe e correrci dentro finché i piedi non sudavano. Quindi, tolta la scarpa destra, la riempiva di birra e si beveva il composto.
In questo modo, potete star certi che una donna vi lascerà in pace. Anche in questo caso, non vogliamo indurvi a bere liquidi corporei! Per allontanare una donna, è sufficiente parlare con assoluta chiarezza.

Come vedete, la birra non è un ingrediente diabolico: serve sempre come rimedio contro il male. Se non ci credete potete sempre assaggiare la Stria di Toccalmatto, il cui nome significa appunto Strega in divresi dialetti italiani.

di A. Grippo
1 commento
di Anna sopra March 24, 2021

Da strega italica proverò la Stria di Toccalmatto 😁
Cmq articolo interessante ⭐

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