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Birra Trappista: la parola all'intenditore

UNA DENOMINAZIONE CHE BISOGNA MERITARSI

Cosa si intende per birra Trappista e perché non tutte le birre possono essere considerate tali? Per meritare questo titolo la birra deve essere prodotta da monaci dell’ordine dei Trappisti, o da soggetti terzi che hanno ottenuto la loro autorizzazione.
Nel mondo esistono solo 12 etichette di birra che vantano la denominazione “trappista”. La metà delle quali vengono prodotte nella mia Nazione: il Belgio. Cosa che mi rende particolarmente felice!

Tra le birre trappiste belghe 3 sono francofone (Chimay, Orval, Rochefort) e 3 fiamminghe (Achel, Westmalle, Westvleteren). La fortunata coincidenza non turba l’equilibrio comunitario così fragile in Belgio. Il resto della produzione si divide tra i Paesi-Bassi (Trappe, Zundert), l’Austria (Engelhartszell), gli Stati Uniti (Spencer), il Regno Unito (Tynt) e l’Italia (Tre Fontane).

Etimologia e storia

Il significato di birra Trappista va ricercato nel termine “la Trappe”, ordine monastico cistercense nato dalla riforma condotta nel ‘600 dall’abate Le Bouthillier de Rancé dell’Abbazia di La Trappe, situata nel dipartimento dell’Orne in Francia. Questo ordine era caratterizzato dalla sua grande austerità. Ironico il fatto che coloro che volevano vivere in maniera autarchia, isolati dal mondo e dalle sue tentazioni siano gli stessi che diedero origine a tentazioni per un pubblico molto più ampio!

Nonostante il Belgio sia di gran lunga leader di mercato nel mondo delle birre trappiste, va riconosciuto che la culla di questo ordine monastico si trovi in Francia. La rivoluzione del 1789 e le successive guerre del ‘800 e del ‘900 avranno ragione dei birrifici trappisti francesi. Sembra che all’inizio del ‘900, in un contesto di instabilità politica, i monaci dell’Abbazia del Mont des Cats (dipartimento francese del Nord) siano migrati in Belgio per contribuire alla fondazione dell’Abbazia di Saint-Sixte a Westvleteren. Nel 2005, la Westvleteren è stata eletta migliore birra del mondo tra più di 30.000 birre differenti. Seguiranno altri premi di portata mondiale. Niente meno!

Rarità ed esclusività fanno rima con qualità

Fermiamoci un attimo sul funzionamento dell’Abbazia di Westvleteren. I monaci limitano intenzionalmente le quantità prodotte a poco meno di 5.000 ettolitri all’anno per sfuggire a qualsiasi logica commerciale ed industriale. Inoltre si tratta di un prodotto esclusivo: è possibile acquistare la birra trappista Westvleteren solo recandosi personalmente all’abbazia con limite di due casse all’anno per cliente. Nonostante ciò alcuni negozi vendono questa birra sia in Belgio che all’estero.

La birra Westvleteren produce 3 tipologie di birra: la “bionda” (tappo verde) con gradazione 5.8%, la “8” (tappo blu) - una scura che ha una gradazione di 8% e la “XII” (tappo giallo) – una scura quadruple che ha una gradazione di 10.2% di alcol. La “8” e la “XII” si possono perfettamente conservare per anni, mantenendo le bottiglie verticalmente, al riparo della luce ed ad una temperatura compresa tra 12 e 16 gradi. I concetti di “birra semplice”, “birra doppia”, “birra triple” e “birra quadruple” rimandano a quattro tipi diversi di birra, in funzione della quantità di malto usato. Da quelle più leggere e dissetanti a quelle più alcoliche, fitte, cerealicole e potenti. Un articolo sarà presto dedicato a questa classificazione.

Birra Trappista Orval: la mia preferita

Dopo avervi parlato di una birra trappista belga fiamminga, mi sento in dovere di trattare di una birra trappista belga francofona. In tutta soggettività ho scelto l’Orval. Perché, mi direte? Perché è la mia preferita fra tutte. È una birra ambrata che con la gradazione di 6,2% risulta particolarmente equilibrata. È una birra la cui amarezza marcata piace al mio palato (tra 45 e 50 IBU sulla scala birraria dell’amarezza).

L’abbazia è stata fondata nel dodicesimo secolo nel paesino di Villers-devant-Orval, mentre il birrificio ha origini più recenti nel periodo a cavallo tra le due guerre mondiali. La leggenda narra che “Orval” abbia origine nel medioevo. Una contessa del posto avrebbe perso la sua fede d’oro in una sorgente d’acqua ed una trota sarebbe risalita in superficie per riportargliela. Tutta felice, la contessa soprannominò la valle “valle d’oro” (Orval). Infatti ancora oggi il logo della birra Orval è una trota che tiene una fede in bocca.
Nel 2017, in occasione del mio compleanno, sono andato con degli amici a visitare l’abbazia dove viene prodotta questa birra. Avrete capito che il motivo della nostra gita era tutt’altro che religioso.

Birra Trappista italiana

L’Italia è il mio paese del cuore e non resisto alla tentazione di scrivere due righe sulla birra trappista Tre Fontane. La leggenda narra che l’Abbazia di Tre Fontane di Roma sarebbe stata fondata proprio dove l’apostolo San Paolo fu decapitato. La sua testa avrebbe rimbalzato tre volte a terra e da quei tre punti sarebbero sgorgate tre sorgenti di acqua. Da qui il nome Tre Fontane. La birra trappista di Roma non è quella che preferisco, anche se non ha niente da invidiare alle altre birre trappiste sparse per il mondo. Ma l’eccellenza della birra in Italia va ricercata tra i produttori artigianali. Molti dei quali presenti in Piemonte, la regione di provenienza di mia nonna materna. Posso solo consigliarvi di lasciarvi portare da Birridea attraverso questo favoloso viaggio!

Gaetan Gilliard

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